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L’avanzata israeliana nel Libano meridionale non si ferma e dopo 26 anni la bandiera la bandiera della brigata Golani dell’esercito di Tel Aviv torna a sventolare sulla cima del castello di Beaufort. “Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai” ha commentato il primo ministro Netanyahu. La presa di controllo da parte degli israeliani del sito libanese rappresenta un momento altamente simbolico, poiché la fortezza è contesa da secoli e grazie alla sua posizione è strategica dal punto di vista militare. Proprio ieri era arrivato l’appello dei funzionari dell’Unesco, che si erano detto “profondamente allarmata dagli attacchi segnalati nelle immediate vicinanze del Castello di Beaufort, provvisoriamente iscritto nella Lista di protezione rafforzata della Convenzione del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato”.
La fortezza risale all’epoca delle Crociate nel XII secolo. Nota anche come Qal’at ash-Shaqif, la struttura quasi millenaria domina dall’alto le alture del Libano meridionale e questo la rende adatta all’osservazione, al controllo del territorio e alla direzione del fuoco. Oggi è considerata uno dei rari casi di fortezza medievale che conserva utilità militare anche nell’era dei missili e dei droni.










