Nel 2019 Francesca ha subito una brutale aggressione da parte del fratello, affetto da disturbi psichiatrici. Dopo anni in silenzio ha deciso di parlare e raccontare le difficoltà vissute per curare una persona che poi tenterà di ucciderla.
Francesca Rizzello
"Se non si vuole curare noi non possiamo fare niente è una frase che ho sentito tante, troppe volte nella mia vita". Francesca Rizzello è un fiume in piena mentre ci racconta il calvario vissuto da lei e la sua famiglia per anni nel tentativo di curare il fratello Cosimo, affetto da un disturbo psicotico cronico. Francesca ha deciso di parlare, dopo anni di silenzio spinta dalla notizia della strage avvenuta a Modena e che ha portato all'arresto di Salim El Koudri, che potrebbe essere sottoposto ad una perizia psichiatrica.
L'aggressione Il 23 aprile 2019 l'uomo aggredisce la sorella con 19 coltellate. Il violento assalto avviene a casa della loro madre, a Modena. Francesca è in condizioni gravissime e viene trasportata d'urgenza in ospedale, Cosimo viene subito arrestato dai carabinieri. Durante una relazione psichiatrico forense effettuata in carcere, Cosimo ripercorre i mesi precedenti all'aggressione, affermando che "all'epoca era molto agitato perché aveva smesso da circa sei mesi di assumere alcool e droghe ma aveva anche interrotto completamente le cure […] ho smesso tutto, ma anche le medicine perché mi buttavano giù..ricordo che ero molto agitato". Ed è proprio questo uno dei nodi cruciali di questa storia: la difficoltà di curare un paziente psichiatrico. "Io e la mia famiglia abbiamo tentato per anni di curare Cosimo e ci siamo spesso sentiti soli e abbandonati nel gestire una persona così difficile e anche pericolosa. Mio fratello sta male da quando era solo un adolescente, in passato ha subito ben quattro Tso, è stato in carcere per alcuni furti ed è entrato e uscito tante volte dai Centri salute mentale di zona" racconta Francesca. Cosimo ha alternato periodi dove accettava di prendere farmaci e sottoporsi alle cure ad altri dove mollava completamente tutto. "I centri di salute mentale ci dicevano di non poter fare nulla se lui rifiutava di curarsi, solo in rarissimi casi siamo ricorsi a dei Tso ma non possono essere applicati in maniera prolungata".








