"Io voglio la verità. Qualcuno le ha fatto del male e ho piacere che venga preso. Aveva voglia di vivere Daniela". - Dopo il ritrovamento e la repertazione dei resti della povera Daniela Ruggi, la 32enne scomparsa da Vitriola nel 2024, lo ’sceriffo’, Domenico Lanza, che resta l’unico indagato per il sequestro della giovane, a ‘La vita in Diretta’ ha ribadito di non aver mai toccato Daniela. Poi, però, ha aggiunto: "I sospetti ci sono, sto parlando di qualche parente, novantanove su cento pensano alla famiglia". Sulle accuse rivolte ai familiari interviene l’avvocato Deborah De Cicco, in qualità di difensore del fratello di Daniela, Alberto. "Ho trovato irrispettoso e diffamatorio quanto Lanza ha avuto l’ardire di dichiarare pubblicamente nella puntata della Vita in Diretta, ovvero che i suoi sospetti si concentrino al 99 per cento su qualche componente della famiglia che l’avrebbe uccisa per un interesse (testualmente) – commenta il legale. Credo che il signor Lanza debba rendersi conto della gravità delle sue dichiarazioni suffragate da nulla e chiedere scusa ai familiari, specie in un momento così doloroso come il recupero dei resti della povera ragazza. Il mio assistito non è mai stato indagato in ordine ai fatti della scomparsa - per cui Lanza è stato l’unico indagato – né, attualmente, risulta iscritto nel diverso fascicolo aperto in procura con l’ipotesi di omicidio, proprio perché non ha nessun coinvolgimento nella vicenda. Invito Lanza – conclude - a rivedere le sue dichiarazioni denigratorie a carico dei familiari, tra cui il mio assistit".