Il ragazzino è stato affidato al padre, da cui la donna è separata da cinque anni. Lo sfogo della madre che si sente vittima «di quelle persone spregiudicate dietro una chat». Cosa le ha detto il figlio prima di uscire di casa

Con il cellulare a scuola aveva detto a sua madre di dover fare un lavoro di classe. Così è uscito di casa il 12enne di San Vito Lo Capo che ha tentato di accoltellare un suo professore riprendendo tutto in diretta. È proprio la madre del ragazzino a raccontare cosa è successo lo scorso venerdì e il suo grande sospetto che il figlio sia finito sotto ricatto. Intervistata da Salvo Palazzolo, la donna ha raccontato che il figlio prima di uscire le ha sussurrato «Ti amo, sei la mamma migliore del mondo». Lei che si è vista togliere il ragazzino, ora affidato al padre, si dice convinta «che mio figlio era ricattato da qualcuno in quel gioco terribile in cui era finito». E aggiunge un’ipotesi che la perseguita: «Magari, per salvarsi lui, avrebbe dovuto uccidere qualcuno».

I segnali mancati e l’affido al padre

La madre giura di non aver colto alcun campanello d’allarme: «Nessun segno, glielo assicuro». Descrive un figlio con un ottimo rendimento scolastico, gentile e premuroso, che le raccontava dei compagni bulli e di aver aiutato un coetaneo con una forma di autismo, ma mai delle chat. Quattro anni fa, dice, aveva installato sul telefono del bambino un’app di controllo per proteggerlo dai siti pericolosi, eppure è convinta che il ragazzino sia riuscito ad aggirarla. Sempre a Repubblica affida la sua amarezza per la decisione della giustizia minorile di affidare il figlio al padre, da cui è separata da cinque anni, e lancia un appello: «I genitori sono disarmati di fronte ai pericoli che si annidano sui social e sul web». Poi la richiesta di aiuto anche per sé: «Anche noi genitori siamo vittime di quelle persone spregiudicate che si nascondono dietro una chat».