Dall’inviato
Con la camicia bianca e il vestito blu, ma senza cravatta: è pur sempre il weekend. Alle nove del mattino, Calogero Leanza, giovane deputato regionale Pd, è già al centro del suo crocicchio di sostenitori al Ritrovo Trinacria, antico bar di via Maddalena. Siamo in pieno centro storico, a un isolato di distanza dal corso pedonale: il Ritrovo è il cuore della vita politica cittadina, fra le prime ’agorà’ di Messina, 213mila abitanti, tredicesima città metropolitana d’Italia. Il viaggio nel voto elettorale non può che iniziare da qui. Oltre a Leanza, ecco gli altri protagonisti di giornata: il senatore Giuseppe Naro, una vita nella Dc, poi Ccd, Cdu, quindi Udc; Giuseppe Picciolo, medico odontoiatra, già deputato regionale per il Patto per la Sicilia; poi avvocati, notai, professori.
Caffè ristretti e chiacchiere, granite, opinioni, qualche sfottò. Il ponte? Meglio chiarirlo subito: qui nessuno ne parla: per la città è totalmente indifferente. "Lo fanno? Non lo fanno? Ma io, a Reggio, chi c’haiu a ffari (che devo andarci a fare, ndr)?". E fine della questione. Parliamo di cose serie. Che in questi giorni è chiaramente l’analisi del voto alle Comunali. Ma intanto si sono fatte le nove e tre quarti, e dal Trinacria qualcuno prende la via della chiesa di Sant’Antonio, dove la messa inizia alle dieci e in questi giorni fervono i preparativi per la festa del santo: le luminarie sono già in postazione. Domanda finto-ingenua: "Il sindaco è già dentro?". Moglie e marito alzano le spalle: "Qui non si vede mai", fa lui. "Però che vuol dire – lo bacchetta lei –, lui è di un’altra parrocchia". La seconda agorà mattutina è la pasticceria Irrera 1910 in piazza Cairoli. Lì spunta spesso Francesco Genovese, ex sindaco Dc, poi deputato Pd: il suo è un altro crocicchio più o meno fisso. E ‘Scateno’ De Luca? "Non frequenta bar", confermano tutti. E poi ora è sindaco di Taormina "se ne sta lì". Federico Basile suo delfino, primo cittadino dal 2022, oggi fresco di secondo mandato, lo incontriamo invece al Piccolo Cafè in galleria Vittorio Emanuele III, un posto ottocentesco incastonato tra il retro del municipio e piazza Duomo, che di giorno è invasa dai passeggeri delle gigantesche navi da crociera sempre visibili all’orizzonte. È un turismo mordi e fuggi, sì, ma "è una manna" chiarisce Sara, 29 anni. "Il sindaco? I giovani lo hanno votato. Ha fatto la differenziata, il centro pedonale, le ciclabili, poi organizza eventi, e con gli eventi la città è più sicura: prima ogni notte finiva a bottigliate...". Pedonalizzazione e ciclabili sono una costante sia tra i detrattori che tra gli aficionados di questo commercialista 48enne dal sorriso alla Neri Marcorè, che una settimana fa si è fatto rieleggere, primo sindaco nella storia della città a conquistare un secondo mandato, con il 58,42% dei voti e 20mila preferenze in più rispetto al 2022, tanto da regalarsi una giunta monocolore e di un colore tutto messinese: Sud chiama nord.













