ROVIGO - Giovani, che credono in un sogno e sono disposti ad andare letteralmente dall'altra parte del mondo pur di realizzarlo: è questa la storia di Francesco Modena, polesano di 27 anni, originario di Villanova del Ghebbo, che ha giocato anche nella Femi-Cz Rovigo: il 12 maggio 2023 ha deciso di lasciare la propria famiglia e il proprio Paese per andare in Australia dove ha intrapreso non solo la carriera di giocatore di rugby per il Bond University Club, ma si è anche messo in gioco in ambito lavorativo.

Francesco, com'è nata l'idea di andare dall'altra parte del mondo? «Fin da prima del Covid avevo la curiosità di andare nell'Emisfero sud per scoprire com'era il rugby, come veniva vissuto. Già a 19-20 anni avevo provato ad organizzarmi per fare il periodo di offseason, però il Covid mi ha ostacolato. Solo l'anno scorso sono riuscito a realizzare questo sogno. Tramite James Ambrosini (un ex Bersagliere, ndr) ho avuto il contatto della squadra dove aveva giocato lui sia prima di arrivare in Italia, sia l'anno in cui è tornato in Australia, la Bond University Rugby Club. Dopo aver parlato con il director of rugby, ci siamo organizzati in modo che io potessi andare in Australia subito dopo aver terminato la stagione con il Cus Torino e così è stato».Com'è stata all'inizio? «È difficile adattarsi a uno stile di vita e a una cultura diversa. Il primo periodo è stato complicato per diverse ragioni: dovevo arrangiarmi nel trovare casa, lavoro, una macchina per spostarmi. Mi sono messo in gioco per conoscere persone nuove parlando in inglese. È stata una bella sfida che mi ha spinto a uscire dalla mia comfort zone. Suggerisco a tutti un'esperienza del genere».Oltre al rugby dunque sta lavorando... «Ho lavorato in un ristorante e come support worker, prendendomi cura di persone con disabilità fisiche e mentali. È un lavoro piuttosto soddisfacente che mi ha permesso di vedere la vita da un'altra prospettiva. Da gennaio continuo a fare quest'ultimo lavoro part-time perché dopo la laurea ho aperto il mio business online in nutrizione sportiva: coaching nutrizionale per clienti privati, con focus sugli sportivi. Inoltre alleno a rugby i ragazzini dai 7 ai 15 anni alla Sass Rugby Academy di James Ambrosini dove lavoro anche come nutrizionista. In più ogni tanto lavoro, sempre come coach, anche nelle scuole di rugby».I ritmi sono sicuramente diversi da quelli italiani... «Lo stile australiano mi ha colpito da subito, è una vita un po' più semplice perché non c'è disoccupazione, le persone stanno bene economicamente, avere la spiaggia vicino aiuta (ride, ndr) e ci sono diverse attività ludiche. Ho iniziato a surfare, mi sono comprato la tavola ed è davvero bello».Nel 2024 hai vinto il campionato con la sua squadra, il Bond University Club, oltre a essere stato nominato metaman avendone marcate 13 in tutta la stagione. «Abbiamo giocato la finale contro il Brothers Rugby Club a Ballymore, uno degli stadi principali del Queensland, un impianto molto importante. Quella giocata è stata una bella partita, solitamente le finali non sono bellissime da vedere e giocare, ma questa è stata diversa. All'inizio del secondo tempo eravamo sotto 19 a 12, poi i Brothers hanno anche fatto un drop, ma la mia meta ci ha portato sul 22 a 17 e negli ultimi 30 minuti abbiamo marcato l'ultima meta sotto ai pali trasformandola e vincendo così la finale 24 a 22».Successivamente hai provato una nuova esperienza nel Rugby League o rugby a 13... «L'anno scorso sono passato a giocare nel rugby league nella Gold Coast, volevo vedere com'era e come funzionava questo tipo di gioco molto conosciuto qui rispetto all'Europa. Mi è piaciuto, mi ha dato molti insegnamenti e mi ha formato su alcuni aspetti rugbistici sui quali non ci si focalizza molto, anche se non è il rugby che mi piace giocare quindi sono tornato nel mio ruolo di centro al Bond University. Ho iniziato il pre season a gennaio. La stagione sta andando molto bene, c'è stato un bel cambiamento nello staff e anche nel settore manageriale. La competitività è molto alta anche perché c'è una rosa più ampia, è davvero un bell'ambiente dove ci si allena bene. Ci sono sempre tre squadre, gioco tra la seconda e la terza categoria dove mi sto divertendo molto. Finora abbiamo vinto quattro partite su cinque. Fino a fine luglio giocheremo altre 12 partite dove daremo il meglio poiché l'obiettivo del club è quello di raggiungere le fasi finali».Cosa ti manca di più dell'Italia? «La cultura, le tradizioni, la mia famiglia. Purtroppo, essendo molto distante, non posso tornare ogni tre mesi: il viaggio è da organizzare perché ci si mette molto. Avendo una famiglia unita mi diventa spesso difficile vivere lontano da casa. La scelta non è decisamente facile perché anche qui in Australia mi sono costruito la mia famiglia: convivo con la mia ragazza da ottobre e lei è la mia famiglia lontano da casa. Sono tornato in Italia lo scorso anno a giugno ed è stato commovente. Sono stato davvero molto felice di rivedere tutti».Ha in progetto di tornare? «In futuro non nascondo di poter tornare a vivere in Italia o in Europa anche se al momento nulla è completamente deciso. Sto aspettando il visto di lungo termine richiesto lo scorso anno poiché la mia ragazza è australiana. Il Visa partner mi permetterebbe di vivere in Australia a lungo termine spostando eventualmente la residenza qui ed ottenendo il passaporto».