ROVIGO - Cresciuto nelle giovanili della Rugby Rovigo per approdare nella classifica di Forbes. È la storia del rodigino Andrea Franchini, un nome che ricorda una bella pagina di storia a chi seguiva le cronache sportive una decina d’anni fa. Franchini faceva parte della rosa dell’U18 della Monti Rugby Rovigo Junior che nel 2016, sotto la guida di coach Ale Lodi, riportò a casa il tricolore. Lo stesso anno in cui vinsero lo scudetto anche i Bersaglieri. Una doppia vittoria per i rossoblù, un anno storico per Rovigo. Oggi a distanza di anni Andrea le sue mete le segna nel business.

La carriera Classe 1997, cofondatore della startup Lumiavera - insieme al coetaneo vicentino Pietro Barbieri - è stato inserito nella prestigiosa classifica di Forbes Italia Under 30, che ogni anno seleziona i talenti più promettenti del Paese.«“Le prime persone a cui ho comunicato la notizia? I miei genitori - racconta Andrea - Mi hanno sempre sostenuto e questo è stato un modo per condividere con loro un incredibile traguardo». Un riconoscimento che premia un percorso imprenditoriale nato da una conversazione tra amici con la voglia di mettersi in gioco e trasformato nel 2023 in una realtà innovativa con un preciso obiettivo: rendere accessibile l’illuminazione di design. Prodotti made in Italy, cura del dettaglio e ampie possibilità di personalizzazione sono solo alcuni dei capisaldi del progetto Lumiavera. Oggi il team è formato da una decina di persone e opera principalmente online. «Abbiamo voluto semplificare il processo offrendo consulenze, assistenza e strumenti digitali che aiutano a individuare la soluzione più adatta alle esigenze di ciascuno, senza uscire di casa. Avere sottomano misure e spazi reali permette di visualizzare meglio l’effetto finale e confrontare con maggiore facilità diverse soluzioni», osserva Andrea. Le competenze maturate in grandi aziende internazionali - Google e Bending Spoons per Franchini, ExilorLuxottica per Barbieri - hanno avuto un ruolo decisivo. «Abbiamo cercato di trasferire nel progetto tutto ciò che imparavamo quotidianamente nei nostri lavori. Digitale, logistica, marketing, gestione dei processi: ogni competenza è stata utile per costruire il nostro modello di business». L'inizio Ma i primi passi in Lumiavera non sono stati così facili. «Lavoravamo alla startup nei fine settimana e alla sera dopo il lavoro - spiega Andrea - La difficoltà maggiore però è stata inserirsi in un mercato estremamente frammentato dove la maggior parte dei clienti non sa come orientarsi». Non sono mancati nemmeno i pregiudizi legati all'età. «Essere giovani può rappresentare un limite quando ci si confronta con professionisti con decenni di esperienza», ammette. E come superare la diffidenza? «Puntando tutto su incontri dal vivo e competenze. Quando sul tavolo metti qualità e fiducia, il pregiudizio svanisce». Una vita divisa tra Vicenza, Milano, Dublino e Londra, ma il cuore resta nella sua Rovigo. «Torno appena posso per vedere famiglia e amici. Con il tempo Rovigo è diventata la mia isola felice - confessa - un’oasi di pace dove rallentare e rimettere ordine tra pensieri e priorità». Dietro al giovane imprenditore di oggi però c’è ancora quel ragazzo che sognava di costruire il proprio futuro nel rugby. «A 18 anni volevo arrivare il più lontano possibile - ricorda l’ex rossoblù - Sognavo di farlo nel rugby, poi sono arrivati diversi infortuni che mi hanno costretto a malincuore a cambiare strada. Solo molti anni dopo ho capito quanto quelle difficoltà mi abbiano insegnato. Oggi affronto le sfide imprenditoriali con una mentalità completamente diversa, proprio grazie a quello che ho imparato in campo: disciplina, resilienza e spirito di squadra sono valori che porto con me ogni giorno». Poi un consiglio ai giovani: «Se avete un’idea che vi appassiona, partite».