VEDELAGO (TREVISO) - Il primo giugno scorso ha fatto la sua scelta: salutare per sempre l’Italia e decidere di giocare per la nazionale australiana. Troppo forte la voglia di partecipare al Mondiale, soprattutto dopo aver rifiutato la convocazione con i Socceroos nel 2022 dell’allora ct Graham Arnold e aver visto gli Azzurri di Mancini esclusi per la seconda volta di fila dalla competizione. A 23 anni ancora da compiere, e dopo la cocente eliminazione ai rigori contro la Bosnia della nazionale di Gattuso (fuori per la terza volta), l’attaccante del Sassuolo Cristian Volpato, nipote di quel Sergio che nel 1954 emigrò nella “terra dei canguri” dopo aver calcato i campi di calcio del Fossalunga, non ha avuto alcun dubbio sfruttando il doppio passaporto. E così al Mondiale ha fatto pure il suo esordio la notte scorsa proprio con la maglia dell’Australia, facendo tra l’altro impazzire i tifosi verde e oro nonostante il ko per 2-0 incassato al Lume Stadium di Seattle contro i padroni di casa degli Stati Uniti. Tanto che la richiesta sui social al ct Tony Popovic è una sola: «Fallo partire titolare contro il Paraguay».
IL TALENTO «È stato un sogno che si è avverato - ha detto Volpato a fine gara - Volevo solo cercare di rendere orgoglioso ogni australiano: siamo una buona squadra e ora dobbiamo solo dimostrarlo». Per la punta del Sassuolo scegliere l’Australia è stata la decisione giusta: «Già durante la prima partita, mentre cantavamo l'inno nazionale, mi sono venuti i brividi. Anche solo entrando in campo oggi (ieri, ndr) mi sono commosso. Se avessi saputo tutto questo, sarei venuto molto tempo fa. E poi è stato davvero speciale vedere tutta la mia famiglia e i miei amici sugli spalti, mi hanno fatto venire voglia di dare tutto per loro». Come detto, assieme a Irankunda è stato il giocatore più pericolo: «Credo che nel calcio sia necessario rischiare per ottenere una ricompensa. Nestory (Irankunda) è un giocatore incredibile. Lo conosco da un bel po' di tempo ma era la prima volta che giocavamo insieme. Credo che potremmo sfruttare di più la sua velocità». L’AVVENTURA L’inizio dell’avventura al Mondiale 2026, distribuito tra Usa, Canada e Messico, è iniziato al minuto 61’ (nella prima sfida vinta 2-0 dall’Australia contro la Turchia del ct Vincenzo Montella, già eliminata) quando ha preso il posto di Matthew Leckie che ha accusato un fastidio al ginocchio. Nemmeno un minuto e Volpato ha sui piedi la palla dell’1-2: su assist di Irakuna in area calcia alto sopra la traversa. Al 65’ innesca Metcalfe che però angola troppo il tiro. Volpato dimostra personalità, tanto che l’Australia cambia faccia alla ricerca di riaprire la partita. Fino al 96’ il protagonista dei Socceroos è lui, capace di “svegliare” un Irankunda un po’ spento e segnando a referto 5 dribbling riusciti su 6. Al fischio finale lo abbracciano tutti, anche perché è stato l’unico a tenere a bada un certo Wenston McKennie, il centrocampista della Juventus che degli Stati Uniti è una delle colonne portanti. Voto 7, che all’esordio è tutt’altro che una prestazione da meteora. E ora, con i Socceroos ancora in corsa per il passaggio del turno come seconda del girone D (basta un pareggio contro il Paraguay nella sfida di venerdì 26 alle 4 al Bay Area Stadium di San Francisco per trovare ai sedicesimi la seconda del Girone G compost da Belgio, Egitto, Nuova Zelanda e Iran, tutti al momento a quota 1 dopo la prima gara, ndr), tutta l’Australia lo vuole in campo dal primo minuto.







