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8 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:12
“Trascorro 12 ore al giorno sotto il sole australiano, con temperature che arrivano a 45°, a volte senza nemmeno il tempo di mangiare. È dura, ma mi rende orgoglioso di me stesso”. Quando ha lasciato Tor Tre Teste, periferia est di Roma, non pensava di finire dall’altra parte del mondo, tra canguri che saltano accanto alla trivella, ragni giganti, serpenti che strisciano vicino al compressore. Robert Okonski, 24 anni, ha lasciato il suo lavoro a tempo indeterminato in un’azienda parastatale perché sentiva il bisogno di cambiare vita e si è trasferito da un anno in Australia, vicino Perth, dove oggi lavora come Assistente perforatore minerario (“Driller Offsider”).
Robert dice di aver capito di non voler restare bloccato nello stesso ruolo per tutta la vita. “Sentivo che c’era molto di più là fuori, volevo mettermi alla prova, imparare nuove competenze – racconta nella sua intervista al fatto.it – e, ovviamente, guadagnare di più”. Dopo gli studi e il lavoro in ufficio, in un ambiente tranquillo e, soprattutto, con poche opportunità di crescita nel lungo periodo, è arrivata una decisione drastica. “Non mi ci vedevo tra dieci anni nella stessa situazione”.






