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Ultimo aggiornamento: 8:10 del 16 Luglio
Sentire di non avere più una via d’uscita, schiacciato da un disagio “abissale”. Capire che, con il tempo che passa, il proprio sogno va in fumo: gli altri a realizzarsi, con relazioni stabili, lauree e lavori di responsabilità, e tu fermo al palo, a casa della nonna, ad aspettare le cose girare nel verso giusto. Sono tante le motivazioni che hanno spinto Agostino Vecere a lasciare l’Italia. Lo ha fatto a trent’anni partendo da Gardone Riviera, nel Bresciano, con un biglietto aereo per il Galles e settecento euro in tasca. Oggi, dieci anni dopo, ha un lavoro, una stabilità economica e una prospettiva di vita.
“La mia passione è sempre stata la musica, volevo fare il musicista di professione”, racconta al fattoquotidiano.it. Era un po’ il sogno di tutta la mia generazione, quella degli anni Novanta. Ma il mio Paese mi ha fatto sentire svalutato e sottovalutato”. La decisione di partire, con un gruzzolo messo da parte dopo un po’ di lavoretti estivi, ha reso felice suo padre. “I miei genitori erano esasperati dal mio fallimento in Italia”. La scelta ricade su Cardiff, con un po’ di superficialità: “Su Google ho visto che aveva il mare”. Una volta arrivato, Agostino trova subito lavoro in una catena di fast-food. “Poi ho scoperto i career advisors, un servizio gratuito in cui il centro per l’impiego ti offre un colloquio individuale settimanale con un consulente per orientare la carriera lavorativa”. È lì che sceglie un corso part time di massaggiatore sportivo: “Mi è piaciuto e mi ha convinto a iscrivermi all’università, quando avevo 34 anni”. A 38 anni si laurea in osteopatia: da due anni lavora quattro giorni a settimana, guadagnando circa quarantamila euro lordi l’anno.






