Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 9:07 del 28 Giugno
In un film di Silvio Soldini del 2007, un Antonio Albanese dallo sguardo contrito racconta il dramma di un uomo benestante di mezz’età che perde il lavoro. Alessandro Vendetti, proprio come Michele, il protagonista di “Giorni e nuvole”, sa bene cosa significhi cambiare vita quando tutti – anche tu – danno ormai per scontato sia troppo tardi. Ma a differenza del protagonista della commedia ambientata a Roma, Vendetti ha saputo dimostrare (e dimostrarsi) che si sbagliava: “Ho lasciato l’Italia a 55 anni. A quell’età ci considerano spacciati. In Olanda invece, proprio grazie alla mia esperienza, ricevo proposte di lavoro ogni mese”. Il primo giro di boa nella vita di Alessandro, romano classe ’65, arriva quando si ritrova costretto a chiudere la propria azienda. “Per due anni nessuno mi ha concesso nemmeno un colloquio, nonostante i tanti contatti”, ricorda. Da lì, mille esperienze: dal fare il commesso nel negozio di un amico al reinventarsi come consulente. Ed è proprio in questa veste che lavora per diversi anni a Roma, offrendo consulenze a un’azienda che lo mette in contatto con l’Agenzia Spaziale Europea a Frascati. Poi, l’occasione: “In una società intermediaria si è aperta la possibilità di ricoprire la stessa posizione, sempre per l’Agenzia Europea, ma in Olanda, e l’ho colta. Offrivano il triplo dello stipendio per la stessa mansione”.






