Tra video violenti, idolatria degli attentatori e dinamiche di gruppo, alcuni spazi online legati alla True Crime Community mostrano un ecosistema in cui la violenza viene consumata, normalizzata e in alcuni casi imitata dagli utenti più giovani. Siamo entrati dentro questi forum per spiegare cosa sta succedendo.

Un 14enne che progetta di far saltare un edificio. Un 17enne che pianifica una strage a scuola. Un 13enne che accoltella la sua professoressa. Casi diversi. Stesso punto in comune: alcuni gruppi Telegram. Non sappiamo ancora tutti i dettagli delle indagini. Ma questi gruppi seguono spesso uno schema molto preciso: attirano ragazzi giovanissimi, condividono video violenti e trasformano gli attentatori in modelli da imitare. Siamo entrati in queste comunità per capire dove nasce la violenza e come viene nutrita dalle dinamiche di gruppo. Qui gli utenti passano ore a condividere video di violenza reale. Clip di accoltellamenti, impiccagioni, risse, decapitazioni. Nei commenti scrivono: “Ne voglio ancora”. “Più sangue”. "Nuovi casi di suicidio?". "Petsaggi? Omicidi?". E in alcuni casi non si fermano ai video.

Dentro i gruppi della violenza online Questi gruppi rientrano nel mondo della True Crime Community. Nasce come fenomeno culturale: podcast, forum e contenuti dedicati all’analisi di crimini reali. Ma in alcuni spazi succede qualcosa di diverso. Gli assassini e gli attentatori non vengono solo studiati. Vengono osservati, imitati, idolatrati. Alcuni cominciano a vestirsi come loro. Scrivere i loro nomi sui quaderni o riempire le stanze di foto e riferimenti.