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7 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:53
Aveva realizzato un video nella sua cameretta da 15enne in cui, impugnando un grosso coltello da cucina, simulava colpi violenti contro un cuscino appoggiato sul divano. Un episodio che, insieme ad altri segnali di odio emersi online, ha portato all’indagine su un ragazzino residente in provincia di Arezzo, accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’ennesimo caso di violenza e disagio giovanile che la cronaca ancora una volta deve registrare. Solo qualche giorno fa un 17enne è stato arrestato perché pianificava una strage a scuola pensando al massacro di Columbine, mentre il 25 marzo un alunno di 13 anni ha accoltellato la sua professoressa di francese in una scuola nella Bergamasca.
L’operazione per il 15enne aretino è scattata sabato 4 aprile, quando il personale della Digos delle Questure di Firenze e Arezzo ha eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica su disposizione del sostituto procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Filippo Focardi. L’attività investigativa era partita dal monitoraggio degli ambienti online dell’estremismo di destra e suprematista, condotto dagli agenti dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato e dall’intelligence interna. In questo contesto era stato individuato un profilo social su cui venivano pubblicati contenuti violenti e apprezzamenti per una recente aggressione compiuta da uno studente minorenne ai danni di una docente. Proprio il caso di Trescore Balneario. La vittima si è detta convinta che lo studente che l’ha ridotta in fin di vita fosse stato in qualche modo plagiato dai social, che il ragazzino mostrava di usare con grande dimestichezza.







