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31 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:13
È il 16 gennaio del 2026: a La Spezia, nei corridoi dell’Istituto professionale “Einaudi Chiodo”, uno studente impugna un coltello e uccide un suo coetaneo, il diciottenne Youssef Abanoub. Pochi giorni dopo, a Bologna, un quindicenne viene trovato con un machete nello zaino. A Milano, nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2025, in Corso Como, un ragazzo di 22 anni, studente della Bocconi, viene circondato da cinque ragazzi poco più giovani di lui. Tutto comincia per cinquanta euro. Lo derubano, lui prova a riprendersi i soldi. Partono pugni e calci, poi spunta il coltello. Due fendenti: uno al gluteo, uno alla schiena. Il secondo lacera un’arteria e intacca il midollo. Il ragazzo sopravvive ma resta con una disabilità permanente a una gamba. Gli arrestati sono cinque: tre minorenni e due diciottenni. Dopo l’arresto, gli investigatori intercettano le loro conversazioni: ridono, mimano le coltellate e si chiedono chi abbia “picchiato più forte”. Un ragazzo accusato di una violenza simile racconta: “Non è che pensi a lui. Pensi a quello che devi fare. Se si mette in mezzo, peggio per lui. In quel momento sei come in un video, vuoi solo finire il livello”.









