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12 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:26
C’è un cambiamento quantitativo ma soprattutto qualitativo nella violenza minorile in Italia. Nonostante per vent’anni il numero di giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni sia diminuito — da circa 23mila nel 2004 a 14.220 nel 2024 — sono invece aumentati quelli presi in carico, arrivati a quota 23.862. Un dato legato anche alla permanenza più lunga nel circuito penale minorile, favorita da norme più restrittive come il Decreto Caivano che ha ampliato i casi di custodia cautelare e limitato l’accesso alle alternative al carcere.
È quanto emerge dal rapporto “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS. Secondo lo studio, i minori e i giovani adulti entrati in contatto con il sistema di giustizia sono passati da 329 ogni 100mila abitanti nel 2014 a 363 nel 2023, pur restando uno dei valori più bassi in Europa. Il 73% ha tra i 14 e i 17 anni.







