Nel giro di dodici mesi, gli omicidi commessi da minorenni in Italia sono più che raddoppiati. Da 14 nel 2023 a circa 35 nel 2024: un aumento del 150% in valore assoluto, in controtendenza rispetto al calo complessivo degli omicidi nel Paese. Ma non si tratta solo di numeri. È il segno tangibile di una crisi sistemica che colpisce i nostri adolescenti, sempre più esposti a vulnerabilità psichiatriche, uso precoce di sostanze e marginalità sociale.

Il sistema appare strutturalmente inadeguato

Come psichiatri forensi riuniti ad Alghero per il secondo Congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria e Psicopatologia Forense (SIPPF), ci troviamo davanti a un bivio. O si continua a ignorare il problema, lasciando che la cronaca giudiziaria segua il proprio corso, oppure si inizia a costruire un sistema capace di intercettare il disagio e di rispondere con strumenti efficaci, integrati e duraturi.

Oggi, purtroppo, il sistema è strutturalmente inadeguato. La neuropsichiatria infantile è cronicamente sottofinanziata, mentre la psichiatria dell’adulto non si occupa dei minori. I Dipartimenti di Salute Mentale operano in compartimenti stagni, senza percorsi fluidi, e l’assenza di personale formato rende impossibile costruire reti multidisciplinari. Il risultato è un vuoto di presa in carico che espone i ragazzi a percorsi devianti, spesso irreversibili.