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Comunità online create per eventi come questo. Su TikTok i messaggi d'amore
Chat, canali Telegram e post notturni. Man mano che si scava nella vita digitale del 13enne che ha accoltellato un'insegnante a Trescore Balneario, ci si addentra in un dedalo inquietante e profondo, in cui la violenza diventa spettacolo e i fan sono lì per guardare. Fisicamente possono trovarsi ovunque, anche a grande distanza dal luogo dell'azione. Le chat portano ad altri canali e a un'infinità di profili fatti di nickname, shitposting e meme, che rivelano una profonda tana del Bianconiglio fatta di desolazione, ma soprattutto mostrano l'ombra di un network internazionale che potrebbe aver influenzato, e forse anche armato, la mano del giovane.
Per avere un'idea di questo mondo bisogna partire da due punti fermi: le chat che frequentava su Telegram e il suo profilo su TikTok. Partiamo dal quest'ultimo. Il profilo non ha contenuti originali del ragazzo, ma una lunga sequela di ricondivisioni di contenuti prodotti da altri. Quelli prevalenti sono due. I meme, cioè frammenti di informazione spesso ironici o satirici, ma in questo caso macabri. E lo shitposting, cioè post deliberatamente nonsense, scorretti, provocatori o di bassissima qualità, pensati per far ridere o provocare.






