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Un laboratorio artigianale nella cameretta e contatti online con ambienti estremisti: l'indagine della Digos svela un piano per colpire un ufficio pubblico con decine di persone

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Pianificava di far saltare in aria un edificio pubblico con un ordigno realizzato nella sua cameretta. Un ragazzo di 14 anni, apparentemente senza alcun segnale evidente di disagio, custodiva materiali esplosivi e ci dormiva accanto, mentre elaborava un piano di attacco. Come riporta "Il Messaggero", l'indagine delle Digos di Pescara e L'Aquila è rimasta riservata per mesi e si è chiusa recentemente con un quadro ritenuto dagli investigatori di estrema gravità. Secondo l'accusa, il giovane non si limitava a curiosità o esperimenti, ma stava lavorando con un obiettivo preciso: provocare numerose vittime.

Quando gli agenti si sono presentati a casa, i genitori sono rimasti increduli. Dietro la porta della stanza del figlio si celava una realtà inimmaginabile: materiali chimici, componenti modificati e residui di lavorazioni che hanno richiesto l'intervento degli artificieri. Parte delle attività si svolgeva anche sul terrazzo, trasformato in una sorta di officina improvvisata. Il 14enne utilizzava oggetti comuni per realizzare sostanze potenzialmente pericolose, mentre nella sua stanza conservava petardi smontati per recuperarne la componente esplosiva.