di
Luca Bergamin
Un giardino da fiaba e un borgo antico e affascinante sono una meta ancora oggi gettonatissima dagli amanti della bellezza, della botanica e della storia
(BdI n. 1.093) Quanti gioielli architettonici e botanici la famiglia Caetani ha disseminato nel territorio intorno a Latina, compreso tra i Monti Lepini e la Pianura Pontina, a partire dalla fine del 1200. Dal Castello Baronale di Maenza ai Palazzi di Bassiano, dai manieri di San Felice Circeo e di Cisterna di Latina alla Villa e al Casino inglese in quel di Fogliano, si tratta di un feudo ricco di gemme. Sono soprattutto due, però, i luoghi che questa dinastia capace di annoverare tra i suoi più distinti rappresentanti importanti cardinali, perfino un pontefice quale Bonifacio VIII, e di estendere instancabilmente i propri possedimenti nella campagna laziale plasmò a immagine e somiglianza della propria grandezza e stile. Si tratta del Giardino di Ninfa e del borgo di Sermoneta. Appena riconosciuto anche dal New York Times tra le meraviglie botaniche assolutamente da visitare nel mondo, il parco deve la sua fama all’opera minuziosa di Don Gelasio Caetani che venne affiancato dalla madre Ada Bootle-Wilbraham, dalla cognata Marguerite Chapin e dalla nipote Lelia Caetani. Quest’uomo e queste donne, con le loro diverse personalità unite dal comune amore per la natura, riuscirono a dare vita, rispettando i ruderi delle chiese, edifici pubblici, palazzi, fabbriche espressione del villaggio medievale esistito tra il 1000 e il 1300, a un’autentica oasi solcata dall’omonimo fiume Ninfa formatosi nel sottosuolo dalle sorgenti emergenti a ridosso delle torri, delle mura del castello e del palazzo comunale.












