La bellezza, a Roma, non è sempre sinonimo di pace.
I grandi monumenti sono affollatissimi, tutti un calpestìo di grandi flussi turistici.
Nel centro della capitale, però, c'è un gioiello dove regna la serenità e oggi al suo interno si è sentita l'acqua scorrere di nuovo. Si parla di Villa Giulia, la sede del Museo Nazionale Etrusco, nei secoli soprannominata l'ottava meraviglia del mondo. Stamattina è stato presentato il rifacimento delle sue fontane del Ninfeo, oltre ai nuovi allestimenti accessibili delle tombe di Cerveteri e Tarquinia e della collezione Castellani.
Il tintinnìo dell'acqua, una volta superato il cortile interno della Villa, non è troppo forte. È tutto sommato un filo quello che scende dalle due anfore tenute dalle statue che personificano Tevere ed Arno. Insomma, un paradiso di calma. Il recupero dell'impianto idrico è stato possibile grazie all'ArtBonus, con Sphere Italia mecenate. Un nuovo sistema di illuminazione, come spiegato dalla direttrice del Museo Nazionale Etrusco, Luana Toniolo, farà inoltre in modo che "l'acqua si rifletta sulle statue e sulle nicchie, restituendo al Ninfeo non solo l'elemento sonoro" ma pure quello visivo. Per il direttore generale Musei, Massimo Osanna, "il ritorno dell'acqua è quasi un miracolo in questo contesto. Il Ninfeo è tornato agli antichi splendori, era in condizioni poco dignitose per una villa come questa".







