«Marcello, come here! Hurry up!». «Sì Sylvia, vengo anch'io. Vengo anch'io». Il 22 maggio del 1762 papa Clemente XIII inaugurò una nuova fontana nel rione Trevi. L'Acqua Vergine arrivava in quell'area dell'Urbe sin dai tempi di Agrippa, ma il maestoso capolavoro tardo barocco che ammiriamo oggi lo dobbiamo all’architetto Nicola Salvi, che ci lavorò per quasi vent’anni, morendo senza averla vista finita.

La fontana di Trevi è un felice connubio tra architettura e scultura, con statue, scogliere ed elementi naturali, ispirati al tema dell'oceano. Per ultimarla ci volle un trentennio, da allora è diventata forse la più amata da romani e stranieri, sfondo di memorabili scene di film: a partire dalla Dolce Vita, fino a Risate di Gioia di Monicelli e C'eravamo tanto amati di Scola.