di
Luca Bergamin
Il borgo ternano si propone come uno di centri estivi più interessanti per gli appassionati di birdwatching. In un contesto ricco di vestigia storiche
(BdI n. 1.101) Protetto dal Monte Eolo, lo stesso nome del mitologico dio del vento che molte leggende locali fanno nascere proprio in un anfratto di questa vetta, il borgo umbro di Cesi, nei pressi di Terni, custodisce luoghi e storie che vantano radici lontane. A cominciare dalla città romana di Carsulae, avamposto strategico lungo la Via Flaminia, la strada consolare tracciata da Caio Flaminio intorno al 220 a.C. che entrava in città attraverso il monumentale arco di San Damiano. Camminando tra le vestigia del foro, si riconoscono e ammirano il teatro, l'anfiteatro, quegli archi monumentali che hanno saputo conservare nei secoli la loro grazia e possenza, i segni lasciati dal passaggio dei carri sulle strade romane. Anche Sant’Erasmo desta grande impressione, non soltanto per la sua posizione essendo collocata su di uno sperone di roccia rivolto verso la conca ternana. Bensì anche perché si trattava di un monastero benedettino dipendente da Montecassino, probabilmente eretto nel XII secolo laddove sorgeva la rocca: questa chiesa di originaria impronta romanica sfoggia un timpano e soprattutto un occhio centrale caratterizzato da una croce fogliata di immediato impatto (anche l’abside appare a sua volta ornata da archetti e cornici dentellate).







