Tra la primavera e l'inizio dell'estate le cornacchie grigie (Corvus cornix) attraversano la fase più delicata del loro ciclo riproduttivo. È proprio in questo periodo che gli episodi di voli radenti, inseguimenti o presunti attacchi alle persone tendono ad aumentare. Prima di parlare di “uccelli aggressivi”, è utile considerare che si tratta di un comportamento del tutto naturale.

La questione è tornata d'attualità a Pordenone, dove il sindaco ha firmato un'ordinanza che autorizza l'abbattimento di una cornacchia ritenuta responsabile di ripetuti episodi ai danni dei residenti dopo il fallimento dei tentativi di cattura. Una decisione che ha suscitato un ampio dibattito, soprattutto perché gli episodi segnalati si verificano proprio nel periodo della nidificazione.

Gli etologi e gli ornitologi invitano però a leggere questi comportamenti nel loro contesto biologico: nella maggior parte dei casi non si tratta di animali diventati improvvisamente aggressivi, ma di genitori impegnati a difendere la prole.

Il mobbing, la strategia difensiva dei corvidi

A spiegare il fenomeno è Ivana Sandri, etologa dell'Enpa: “Da quanto si legge, gli ‘attacchi’ avvengono in zone precise. In considerazione del periodo dell'anno, certamente la cornacchia agisce in difesa dei pulli presenti all'interno dei nidi, oppure che si trovano a terra nei dintorni. I nuovi nati vengono accuditi e difesi dagli adulti finché raggiungono l'autonomia. I corvidi sono genitori molto protettivi, ed è ben noto il comportamento – detto mobbing – con cui mettono in atto azioni antipredatorie nei confronti di chi vene percepito come un possibile predatore”.