Il candidato sindaco del centrodestra Marcello Comanducci insieme al suo braccio destro Gianfrancesco GamurriniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa paura non ha fatto novanta nel centrodestra. Non che la maggioranza uscente già canti vittoria. Ma quasi. Verissimo: "Il ballottaggio è un’altra partita". La coalizione non fa che ripeterlo, consapevole del segreto e dell’imprevedibilità dell’urna. Ma al ballottaggio, l’approdo, è notevolmente più leggero ora che è saltato per aria l’apparentamento formale tra il centrosinistra di Ceccarelli, inchiodato al 32% del primot urno, sotto di 12 punti rispetto a Marcello Comanducci.
La linea in casa Fare non è mai cambiata, lo spartito rimane sempre lo stesso: "Parleremo con Donati per rispetto istituzionale, ma andremo avanti da soli". E’ proprio in questi termini che parla l’ex assessore comunale del Ghinelli I, appresa la notizia: "Marco ha fatto la scelta più intelligente e rispettosa possibile - il Comanducci pensiero -: lasciare che siano i cittadini a decidere liberamente. Del resto, chi pensa di poter “trasferire” i voti dimostra di avere una concezione piuttosto discutibile della democrazia. Non esistono apparentamenti, accordi o petizioni capaci di sostituirsi alla volontà degli elettori. Gli aretini non appartengono a nessuno. Sono persone libere che il 7 e l’8 giugno sceglieranno autonomamente chi ritengono il miglior sindaco per la città. E sarà il loro giudizio, non le indicazioni di qualche leader politico, a determinare il risultato".














