"Accade che persone ricevano telefonate da numeri di linee vere: Carabinieri, Finanza, Questura. E poi ancora attività commerciali o filiali di banca. Sono numeri reali: e così si abbassa la soglia di difesa". E la truffa è servita. Qualche dato su quelle per le quali negli ultimi sei mesi è stata fatta denuncia all’Arma: 17 a Faenza, delle quali 15 portate a termine; 16 a Lugo (14 realizzate); 12 a Cervia, tutte realizzate; e 55 a Ravenna, delle quali 38 consumate. Per un totale di 100 delle quali 79 riuscite. Significa un pontenziale raggiro ogni 36 ore circa. Numeri importanti, certo: che tuttavia non connotano la provincia di Ravenna ma che rispecchiano piuttosto un male nazionale. Specie se si tiene conto che l’età dei bersagli si sta abbassando: non solo anziani ma pure 60enni nel mirino. Con un nuovo tipo di ’munizione’ appannaggio dei malviventi: lo spoofing. Facciamo il punto con il tenente colonnello Alessio Gallucci, da settembre comandante del Reparto Operativo.

Tenente colonnello, come funziona lo spoofing? "Attraverso particolari software, si riesce a far sì che si possano realizzare chiamate mostrando all’interlocutore il numero che si vuole fare apparire sul display del suo telefonino".