Una telefonata, la paura di essere coinvolti in un'indagine e la richiesta di consegnare denaro e gioielli per un presunto controllo. È la truffa messa a segno ai danni di una coppia di cinquantenni di Acquaviva delle Fonti, finiti nel mirino di una banda di malviventi che ha utilizzato il collaudato metodo del finto carabiniere.
I due, persone fragili, hanno ricevuto una chiamata sul telefono fisso da parte di un uomo che si è presentato come un militare dell'Arma, riferendo che l'auto intestata alla famiglia sarebbe stata coinvolta in una rapina. Con il pretesto di dover verificare la provenienza di eventuale refurtiva, il falso carabiniere ha invitato i due a raccogliere gioielli e denaro contante e a sistemarli su un panno, in attesa dell'arrivo di una pattuglia per i controlli.
Nel frattempo i complici hanno richiesto alle vittime tutti i numeri di telefono in loro possesso, iniziando a tempestare le utenze di chiamate per mantenere le linee occupate e impedire ai due di contattare familiari o forze dell'ordine.
Poco dopo, un uomo in abiti civili si è presentato alla porta dell'abitazione spacciandosi per un carabiniere e ha ritirato il bottino. Solo successivamente le vittime hanno iniziato a nutrire dubbi sulla ricostruzione fornita dai truffatori. Un vicino, insospettito dalla situazione, ha contattato i veri carabinieri.






