Una telefonata mirata, il tono autorevole e la solita, spietata leva psicologica: far leva sugli affetti e sulla paura. È iniziato così, lunedì, il vile raggiro ai danni di un’anziana di 85 anni di Chiaravalle. All’altro capo del telefono un uomo si è presentato come un carabiniere, spiegando alla donna che erano in corso indagini urgenti su una presunta rapina di gioielli. Per effettuare le verifiche del caso, l’anziana avrebbe dovuto raccogliere tutti i suoi monili in oro e consegnarli a un "delegato" che da lì a poco si sarebbe presentato alla sua porta. Disorientata e intimorita, la vittima ha eseguito le istruzioni, consegnando i preziosi al complice presentatosi a casa sua.
La risposta dei carabinieri (quelli veri) della stazione di Chiaravalle è stata fulminea. Al termine di una rapida e complessa attività investigativa, i militari sono riusciti a chiudere il cerchio attorno ai presunti autori della truffa aggravata in concorso. Si tratta di due uomini di 39 e 44 anni, residenti fuori regione e già noti alle forze dell’ordine per numerosi e specifici precedenti penali. Per entrambi è scattata la denuncia a piede libero.
L’operazione del comando provinciale di Ancona accende ancora una volta i riflettori su un fenomeno odioso. Dal canto loro, le forze dell’ordine ribadiscono il monito: nessun militare chiede mai la consegna di denaro o oro, né il pagamento di cauzioni. In caso di chiamate sospette, il consiglio è tassativo: riagganciare subito e comporre il 112.








