Milano – “La sua auto risulta essere stata usata per una rapina in una gioielleria. Ha gioielli in casa? Dobbiamo fare subito un’ispezione”.
Questo è lo stratagemma principe che negli ultimi mesi i truffatori utilizzano per ingannare le vittime, generalmente anziane, per spogliarle di ori e preziosi. Ogni giorno la messa in scena si ripete e parte sempre dalla telefonata di un “finto maresciallo” per non destare sospetti e allarmare l’interlocutore. Ma la guerra ai malviventi non si ferma: da gennaio ad aprile, i carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno sventato 159 raggiri, di cui 43 solo nella metropoli, denunciando a piede libero 151 persone e arrestandone 8.
Significa più di una truffa al giorno mandata all’aria e bottini recuperati. “È un reato al quale siamo particolarmente attenti perché colpisce le persone più fragili” spiega il maggiore Gaetano Borgese, comandante della Compagnia di Milano Porta Monforte.
Ricorda qualche episodio particolarmente significativo?
“Sì. Lo scorso 17 aprile, i militari di Greco Milanese hanno arrestato un trentaseienne nato in Sri Lanka, che si era presentato a casa di una donna di 75 anni per portarle via i suoi gioielli. Si era spacciato per comandante dei carabinieri, mettendo in scena la truffa della “gioielleria“. Non sapeva che in casa c’era un assistente domiciliare che mentre la telefonata era in corso ha chiamato subito il 112. I carabinieri intervenuti hanno raggiunto subito la casa della signora e lì si sono nascosti fino all’arrivo del truffatore, arrestato. Sicuramente “l’ultimo anello della catena“. Il nostro lavoro non si esaurisce con l’arresto”.









