«Signora, sono della Guardia di finanza. La chiamo perché il suo documento è stato ritrovato un suo documento in una gioielleria dove è stata commessa una rapina. Per escludere il suo coinvolgimento deve consegnarci tutti i suoi gioielli per una verifica». Con questa falsa ricostruzione una donna di 74 anni è stata truffata e derubata di gioielli per il valore di 10 mila euro. Il raggiro non è andato in porto perché il complice del truffatore al telefono è stato bloccato e arrestato in flagranza dai poliziotti della Squadra mobile di Milano.
Da diverse settimane nel capoluogo lombardo sono in corso dei servizi straordinari per il contrasto alle truffe. La questura ha messo in campo un team specializzato di cui fanno parte anche il personale dei commissariati cittadini e dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. A convincere la vittima, una professoressa universitaria in pensione, della veridicità del sedicente finanziere ha contribuito anche il fatto che il numero da cui partiva la chiamata corrispondeva con quello del centralino di una caserma delle Fiamme gialle realmente esistente. A quel punto, quando il complice del cosiddetto “telefonista” si è presentato a casa, la 74enne ha consegnato bracciali, collane e orologi. Fortunatamente il truffatore era già da diverse ore monitorato dai poliziotti della sesta sezione della Squadra mobile, diretti da Alfonso Iadevaia e dal funzionario Filippo Bosi. Il 46enne era stato notato diverse ore prima comportarsi in modo strano. L’apparente nervosismo e il continuo controllo del cellulare, come se fosse in attesa di qualcuno o di ulteriori indicazioni, hanno fatto ritenere che potesse essere un truffatore. Lo hanno pedinato quando in taxi è arrivato a casa della vittima. Nel tragitto ha pure cambiato abbigliamento rendendosi più elegante.












