HomeGrossetoCronacaCaporalato in Maremma. Molti i casi scoperti grazie a chi denunciaIeri il dibattito organizzato dalla Cgil Grosseto su lavoro nero e sfruttamento. Non mancano le inchieste nate dalle segnalazioni degli operai. Uno picchiato perché ’troppo lento’. Stipati anche in venti in una stanza .Sara Monaci e Lidia Bai ieri durante il convegno sul caporalato (Foto Aprili)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGROSSETOLa Maremma non è estranea al ’caporalato strutturale’ che inquina il Made in Italy. È questo il messaggio forte emerso dalla presentazione del libro inchiesta di Ivan Cimmarusti e Sara Monaci, ’Sfruttamento Made in Italy’. L’evento, promosso da Cgil Grosseto e dallo studio legale associato Pippi Teglielli De Martis, ha aperto una profonda riflessione su un fenomeno che attraversa il Paese dalle filiere della moda all’agricoltura locale. I saluti istituzionali sono stati portati da Valentino Bisconti, consigliere provinciale, che ha ribadito l’impegno della Provincia nel contrasto allo sfruttamento lavorativo. Sara Monaci, co-autrice, ha ripercorso la genesi del libro, che dal 2023 ha messo in luce una serie di fatti di cronaca uniti da un unico filo conduttore. Monaci ha spiegato che il caporalato si alimenta di una "sapienza fiscale sofisticata": nel settore della moda a Milano, ad esempio, le filiere si organizzano con società fantasma e holding estere. L’autrice ha poi sottolineato il volto drammatico dello sfruttamento attraverso una storia emblematica: quella di un lavoratore cinese, ferito con un braccio rotto, arrivato in ospedale dopo essere stato aggredito dal suo padrone perché aveva chiesto gli arretrati.