Israele intensificherà i bombardamenti in Libano dopo gli attacchi di ieri di Hezbollah sul nord della Galilea. È il quotidiano israeliano Haaretz a confermare la possibilità di un’ulteriore allargamento delle operazioni militari in Libano. Sono in realtà già pesanti e numerosi gli attacchi nel sud e nell’est del paese. Martedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato tutta l’area sotto al fiume Zahrani, a una quarantina di chilometri dal confine, «zona di combattimenti». Giovedì l’esercito israeliano ha colpito un appartamento a Chueifet, municipalità a limite della periferia sud di Beirut. Venerdì, durante una visita alle truppe al confine, Netanyahu ha affermato che «le nostre forze hanno attraversato il fiume Litani e sono avanzate sugli altipiani. Stiamo inoltre conducendo operazioni a Beirut, nella valle della Beqa’a e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah». Le truppe israeliane hanno abbondantemente superato la Linea Gialla, la fascia di una decina di chilometri lungo il confine sud e sud-est che occupano da oltre un mese.
I bombardamenti dell’aviazione si sono concentrati negli ultimi giorni su Tiro e Nabatieh, ma tutto il sud e la valle della Beqaa ad est sono sotto assedio. Ieri bombardamenti anche nei distretti di Sidone, di Marjayun, nell’area di Jezzine e di Hasbaya. Riportati ancora bombardamenti al fosforo bianco, questa volta sul distretto di Nabatieh.











