Il ministero della Salute del Libano ha fatto sapere che i bombardamenti israeliani di martedì 26 maggio hanno ucciso 31 persone. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato che gli attacchi sul Libano si sarebbero intensificati, e aveva poi detto che l’esercito aveva colpito oltre 100 obiettivi che sarebbero stati legati a Hezbollah, gruppo armato libanese alleato dell’Iran. Israele dice spesso di avere come unico obiettivo i miliziani di Hezbollah, ma in molti casi i suoi attacchi uccidono civili.
Nelle ultime ore gli attacchi di Israele in Libano sono continuati ininterrottamente, specialmente nel sud, nonostante il cessate il fuoco negoziato fra i due paesi, che è stato prolungato il 15 maggio. Quelli di martedì sono stati particolarmente distruttivi, e sono fra quelli che finora hanno causato più morti. I negoziati per la fine delle ostilità dovrebbero riprendere il 2 e il 3 giugno.
I bombardamenti hanno interessato non solo il sud del paese, dove dall’inizio della guerra ci sono state le operazioni maggiori, ma anche la valle della Bekaa, a est. Sono entrambe zone in cui la presenza di Hezbollah è particolarmente radicata. Sempre martedì l’esercito israeliano ha annunciato di aver ripreso le operazioni di terra anche fuori da quella che definisce “zona cuscinetto”, una fascia di territorio che si estende per una decina di chilometri a nord del confine israeliano che è occupata dai soldati israeliani e da cui la popolazione è stata cacciata. Non si sa quanto a nord si siano spinti i soldati israeliani.








