Roma, 30 mag. (askanews) – Il 27 maggio Pedro Sanchez era a Roma da papa Leone XIV. Informalmente era stato preannunciato anche un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma il faccia a faccia è saltato. “Problemi di agenda, sarà riprogrammato a margine del G7”, la spiegazione ufficiale venuta dal governo italiano, che non ha convinto molti cronisti.
Passate poche ore, è arrivata la notizia della perquisizione nella sede del Psoe e delle accuse contro il suo predecessore Jose Luis Rodriguez Zapatero, che in qualche modo hanno scosso anche l’attuale esecutivo. E’ forse in questa nuova ‘tegola’ che va cercato il motivo della decisione di cancellare l’incontro con Meloni.
Per Sanchez sarà un’estate lunga e difficile, con i processi per corruzione che coinvolgono suo fratello, sua moglie e il suo predecessore Jose Luis Rodriguez Zapatero, che saranno chiamati davanti ai giudici nelle prossime settimane. Il leader socialista – salito al potere otto anni fa dopo aver utilizzato un voto di sfiducia per rovesciare il governo del Partito Popolare (Pp) – ha insistito sull’innocenza della sua famiglia ed ha inoltre difeso Zapatero e il suo diritto alla presunzione di innocenza.










