Sanchez sotto assedio. Blitz mentre era dal Papa. Si sospetta una trama per demolire le inchieste sui socialisti
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Si stringe sempre più la morsa giudiziaria attorno a Pedro Sanchez, acclamato leader progressista sulla scena internazionale, ma assediato in casa dagli scandali. Mentre in Vaticano stringeva la mano a Papa Leone XIV - nel primo incontro col Pontefice in vista della sua visita in Spagna - a Madrid gli uomini dell'Unità centrale operativa (Uco) della Guardia Civil entravano nel quartier generale del Psoe. Una coincidenza temporale, ma dal peso politico devastante per il premier socialista, assediato da anni dalle inchieste che investono ex alti dirigenti del partito, il suo entourage, la famiglia e, per ultimo, il suo predecessore, José Luis Rodriguez Zapatero.
Sanchez sotto assedio
Il blitz ordinato dal giudice dell'Audiencia Nacional, Santiago Pedraz, segna un salto di qualità: gli agenti hanno acquisito documenti contabili, fatture e dispositivi elettronici nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza una presunta rete organizzata e finalizzata a "destabilizzare in modo sistematico e continuato" i procedimenti giudiziari e le attività investigative che coinvolgono il Psoe e il governo Sanchez. "E' una richiesta di informazioni, non una perquisizione", ha minimizzato il premier da Roma, assicurando "massima collaborazione". Ma il clima è sempre più quello dell'assedio. Sanchez continua a escludere elezioni anticipate: "Non posso convocare il voto per interessi di parte", ha detto, ribadendo che la legislatura andrà avanti fino al 2027.










