Nuovo fronte giudiziario aperto contro il governo di Pedro Sánchez. Gli assalti della magistratura spagnola nei confronti dell’esecutivo socialista hanno ormai superato la decina, e molti coincidono in questa stessa settimana. Ormai non sembra più una coincidenza. Sulla stampa, poi, finiscono quasi sempre quando il presidente è all’estero.

IERI IL PREMIER era da Leone XIV in Vaticano quando la polizia giudiziaria della Guardia Civil, la Uco, entrava nella sede del Partito socialista, in calle Ferraz a Madrid, per chiedere una serie di documenti. Non era una perquisizione, non erano a caccia di una cassa B del partito come avevano detto in un primo momento fonti del Partito popolare, forse memori di quello che era successo al loro partito, sì accusato e condannato per corruzione, proprio quando Pedro Sánchez aveva sostituito Mariano Rajoy con una mozione di sfiducia nel 2019.

Erano lì per chiedere dei documenti relativi a una ramificazione di un’altra indagine già in corso da un anno, relativa a una ex militante socialista accusata di trafficare su incarico di alcuni dirigenti del Psoe per trovare prove di mala prassi giudiziaria nei processi contro i socialisti e durante l’epoca della polizia politica del partito popolare (un caso gravissimo, questo della polizia politica montata contro gli avversari politici del Pp, che coinvolge i massimi vertici del governo di Mariano Rajoy, che pure si sta investigando in queste settimane ma, chissà perché, con assai meno rilevanza sui media).