Esponenti del governo e del partito socialista spagnoli sono stati travolti da una serie di scandali giudiziari che stanno insediando il governo Sanchez. Le opposizioni chiedono di tornare al voto, mentre anche gli alleati dell’esecutivo di Sumar incalzano il Psoe, ritenendo “insufficienti le spiegazioni” date ieri dal primo ministro da Roma, dopo l’ispezione di agenti della Guardia Civil nel quartiere generale in calle de Ferraz. Per capire però quanto accade nei tribunali, occorre spiegare come funziona il processo penale in Spagna, che presenta alcune differenze rispetto all’ordinamento italiano e si definisce “misto”, perché fonde elementi inquisitori nella fase istruttoria con garanzie accusatorie nel dibattimento (che, come in Italia sono la presunzione di innocenza, il diritto alla difesa tecnica, l’obbligo di avere l’assistenza di un avvocato fin dal momento dell’arresto o dell’indagine, il diritto di non autoincriminarsi, il diritto a un giudice terzo e imparziale, il principio del contraddittorio e il diritto a un processo senza ritardi indebiti). La durata totale tipica per un processo penale che passa attraverso il primo grado e un appello si aggira generalmente tra i 2 e i 3 anni, sebbene i “processi rapidi” (juicios rápidos, utilizzati ad esempio per reati minori o violenza di genere) si concludano in tempi molto più brevi, nell’ordine di poche settimane o mesi. Ecco in cosa consistono le tre fasi che compongono il processo penale: