Dalle indagini della Guardia Civil alle tensioni politiche ed economiche: il governo Sánchez affronta una fase di forte instabilità mentre si moltiplicano le inchieste su esponenti del Psoe e cresce il dibattito su possibili elezioni anticipate

La tempesta giudiziaria che si è scatenata intorno al partito socialista spagnolo sembra allargarsi sempre di più. Proprio mentre Pedro Sanchez, premier e leader del Psoe, era in udienza da Papa Leone XIV, l'unità specializzata in reati economici della Guardia civil (Uco) si è recata nella sede del Psoe per chiedere dei documenti, effettuando anche perquisizioni nelle abitazioni di alcuni dirigenti ed ex esponenti del Psoe e imprenditori. Gli agenti hanno acquisito materiale nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza una presunta rete organizzata e finalizzata a "destabilizzare in modo sistematico e continuato" i procedimenti giudiziari e le attività investigative che coinvolgono il Psoe e il governo Sanchez. Al centro diverse figure più o meno vicine al premier. Tra loro l'ex numero tre del partito, Santos Cerdan - già sospeso dopo l'implicazione nel "caso Koldo" di presunte tangenti per l'acquisizione di dispositivi medici durante la pandemia in cui è coinvolto anche l'ex ministro dei trasporti, José Luis Ábalos -, ritenuto il coordinatore politico dell'operazione. Con lui risultano indagati l'ex militante socialista Leire Diez, l'ex vice presidente andaluso Gaspar Zarrias, l'imprenditore Javier Perez Dolset e dirigenti vicini a Cerdan.