Insulti e intimidazioni contro il sindaco di Quarto Antonio Sabino dopo la demolizione di un ex impianto legato al clan Nuvoletta-Polverino. Il prefetto rafforza la vigilanza.

"Pupazzo", "Morta una camorra se ne fa un'altra", "Ti metto dentro ai muri", questi alcuni dei commenti minacciosi ricevuti da Antonio Sabino, sindaco di Quarto, in provincia di Napoli, nelle ultime ore sotto un post in cui annunciava la demolizione dei silos dell'ex impianto di betonaggio, confiscato al clan Nuvoletta-Polverino. "Si tratta di messaggi molto gravi, per i quali presenterò formale denuncia ai carabinieri", ha dichiarato Sabino, mentre il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l'intensificazione dei servizi di vigilanza da parte della polizia.

Antonio Sabino: "Il recupero di quest'area non va giù alla camorra" I silos abbattuti erano parte di un bene confiscato acquisito dal comune di Quarto. Secondo i piani dell'amministrazione lo spazio dovrebbe diventare un centro polivalente culturale, con teatro all'aperto e aree fitness. Progetto che non va giù a qualcuno. "È evidente che, dopo 34 anni, il recupero di quest'area per trasformarla in un bene comune dà molto fastidio alla camorra – ha aggiunto il sindaco Antonio Sabino -. Ma noi andiamo avanti e non ci lasceremo intimidire, perché sappiamo bene che la stragrande maggioranza dei cittadini di Quarto sostiene la nostra azione di recupero di oltre 70 beni confiscati". La prefettura valuta misure di sicurezza straordinarie Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, con una nota ha fatto sapere di star monitorando la situazione. Nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in programma per lunedì 1 giugno, si valuterà misure straordinarie per contrastare qualsiasi tipo d'intromissione camorristica nel percorso del bene confiscato. I cantieri nell'area potrebbero essere monitorati per garantire la sicurezza degli operai e l' esecuzione dei lavori.