«I sindaci sono il primo presidio istituzionale sui territori con un ruolo essenziale nella difesa dei valori democratici e nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata». Lo dice il segretario metropolitano del Partito democratico Francesco Dinacci a pochi giorni dall’episodio che ha visto protagonista il sindaco di Quarto Antonio Sabino, vittima di minacce dopo la demolizione dei silos dell'ex cementificio confiscato alla camorra e restituito alla comunità. Segretario, ancora una volta un primo cittadino nel mirino. È importante che ci sia il sostegno di tutti...

«A Sabino la più convinta solidarietà del Pd dopo i gravi e inaccettabili messaggi intimidatori seguiti all’abbattimento dell’ex cementificio confiscato alla camorra e destinato a diventare un bene al servizio della comunità. Contro questi atti vili la risposta delle istituzioni deve essere unitaria e ferma. Nessun passo indietro nella lotta contro la camorra, continuando a valorizzare i beni confiscati». Siamo reduci dal voto amministrativo in molti Comuni del Napoletano. Quale il bilancio per il Pd? «Nella più ampia tornata degli ultimi venti anni dell'area metropolitana di Napoli, le vittorie del Pd e delle forze progressiste nelle città rappresentano uno straordinario risultato politico. Vincono programmi di governo credibili con donne e uomini che nel tempo hanno costruito ascolto dei territori e sono riconosciuti per credibilità. Non figure calate dall’alto. Quando a inizio marzo, pochi giorni dopo la mia elezione a Segretario, abbiamo riunito per la prima volta tutte le forze democratiche e progressiste, sapevamo che non avevamo scorciatoie e abbiamo fatto una scelta precisa: ridare centralità ai territori. I risultati sono chiari. Si consolida il modello Napoli che ha già vinto mesi fa in Regione, con la sconfitta della destra che perde roccaforti storiche come Afragola e Sant'Anastasia. Vinciamo con Sindaci del PD e civici da Comuni sotto i 15mila abitanti come Casandrino fino a quelli più grandi come Melito, Arzano o San Giorgio, Ercolano e Portici». Nell’area Vesuviana non si è realizzata ovunque l’alleanza delle forze progressiste...«Sarà chiaro per chi ha voluto rompere il campo largo che non funzionano le alleanze contro o proposte puramente divisive, se da esperienze amministrative che hanno consentito in questi anni di raggiungere risultati importanti per quelle comunità locali arrivano per il Pd vittorie con amplissimo consenso». In alcuni Comuni importanti ora ci sono i ballottaggi, in programma domenica e lunedì. Come si comporterà il Pd?«Siamo in campo con il massimo impegno accanto ai candidati sindaci delle alleanze progressiste costruite con il Pd in alcune città al voto, come Pompei e Somma Vesuviana. In altri Comuni dove il nostro partito non è arrivato al ballottaggio, siamo impegnati a cercare di recuperare, ove possibile, l’unità delle forze politiche e civiche del campo largo che governa la città di Napoli e la Regione Campania. Così a Casalnuovo possiamo vincere un’altra sfida impegnativa contro una destra da sempre radicata, e a Frattamaggiore Luigi Del Prete potrà essere il sindaco di una nuova stagione progressista per la città». Nel resto d’Italia i dati per il centrosinistra sono stati in chiaroscuro, con la pesante sconfitta a Venezia. Il dato Campano può avere un valore nazionale?«Da Napoli e dalla Campania è arrivato un segnale fortissimo al Governo. Contro l’autonomia differenziata, contro i tagli alla sanità pubblica e le politiche sulle precarietà, contro il no della destra al salario minimo. Già al referendum sulla giustizia Napoli si è affermata come la capitale del No. Napoli dimostra che per costruire un’alternativa di governo credibile nel Paese serve umiltà, ascolto e un lavoro profondo nelle comunità, riconoscendo il valore prezioso di una classe dirigente locale che esprime buon governo in tantissime città, e che sta affrontando da anni la sfida di governare Napoli e la Regione con risposte concrete sui temi dell’inclusione sociale, della sanità, della transizione ecologica, della rigenerazione urbana e della mobilità».