«Hai visto che succede se non paghi..». Le bottiglie del pizzo, marca 5 mila euro, e le pallottole del kalashnikov non sono dirette solo a chi ha trovato le proprie saracinesche o vetrine danneggiate o - come nel caso di Tommaso Dragotto - la propria attività gravemente danneggiata: messaggi forti e chiari sono stati recapitati anche ad altri imprenditori dei territori interessati dalla recrudescenza del fenomeno estorsivo.Nelle ultime settimane, infatti, oltre a quelli finiti sui giornali, gli uomini di Cosa nostra hanno avvicinato i gestori di altri locali, ristoranti e attività fra Tommaso Natale e Sferracavallo. Esercizi commerciali che hanno ricevuto la tuppuliata: alla loro porta si sono presentati gli esattori del pizzo. E non solo nel mandamento di Tommaso Natale e San Lorenzo: due settimane fa, a Monreale, un imprenditore edile, Giuseppe Quartararo, ha trovato sotto il lucchetto della saracinesca della sua attività una pallottola.Un segnale inequivocabile, subito denunciato alla Compagnia dei carabinieri della cittadina normanna. E per lui non è la prima volta. «Lavorando su Palermo - spiega - mi era già capitato in cantieri aperti a Ballarò o in zona San Lorenzo». Le indagini sono in corso.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.