Bussano a tutte le saracinesche dello Zen, senza risparmiare nessuno. E anche il titolare del bar Chéri di via Ignazio Mormino, due giorni fa vittima dell’ultima intimidazione, era stato avvicinato nei giorni precedenti al raid. Respinti, i picciotti del pizzo hanno risposto con le bottiglie contenenti la benzina e il pizzino dal messaggio inequivocabile: 5.000. Come gli euro che vorrebbero a titolo di pizzo. Gli esattori hanno fatto di più: dopo aver piazzato le bottiglie, ne hanno lanciata un’altra in vetro, contenente alcuni petardi, che ha rotto una vetrata del dehors. Il materiale del gazebo è però in parte ignifugo, cosa che ha permesso di limitare i danni.Un conto aperto quello tra il locale e Cosa nostra, che nel 2022 voleva sottomettere il titolare «con le buone o con le cattive», come diceva - intercettato dai carabinieri - Domenico Ciaramitaro della Marinella, mentre parlava con i cosiddetti uomini d’onore Francesco Stagno e Antonino Mazza. I 45 indagati della Procura tra registi, luogotenenti e esattori, non guardano in faccia nessuno e per affermare la loro presenza minacciano e terrorizzano anche i commercianti intorno ai padiglioni, da dove partono gran parte delle spedizioni punitive contro esercenti e attività commerciali.