L’intervista rilasciata da Fabio Savi per Quarto Grado ha scatenato reazioni. L’ex componente della banda della Uno Bianca, tra le tante affermazioni, ha smentito le dichiarazioni che il fratello Roberto Savi ha rilasciato a Francesca Fagnani per Belve e ha sottolineato che il gruppo agiva esclusivamente per motivi economici, rifiutando l’incasellamento della vicenda sotto la voce terrorismo. Ciò, però, è contro-smentito da Ludovico Mitilini, fratello del carabiniere Mauro ucciso nella strage del Pilastro: “L’obiettivo non era economico, ma quello di seminare terrore“.

La replica del fratello di Mauro Mitilini

La strage del Pilastro "non fu un episodio casuale"

Le proteste dei familiari delle vittime della Uno Bianca

La replica del fratello di Mauro MitiliniIl 4 gennaio 1991 nel quartiere Pilastro, a Bologna, i tre carabinieri Mauro Mitilini, Otello Stefanini e Andrea Moneta morirono sotto i colpi della banda della Uno Bianca.Oggi Ludovico Mitilini, fratello di Mauro, risponde alle dichiarazioni rilasciate da Fabio Savi, in una lettera inviata all’Ansa. ANSAIl fratello di Mauro Mitilini (al centro, ucciso nella strage del Pilastro) smentisce le dichiarazioni rilasciate da Fabio Savi sulla banda della Uno BiancaAd esempio, in un frammento Savi ha riferito che dietro la bomba fatta esplodere presso l’ufficio postale di via Emilia Levante, a Bologna il 15 gennaio 1990, non ci sarebbe stata una strategia della tensione. Alla giornalista Francesca Carollo ha detto: “Nessuna strategia del terrore. Lì c’era un miliardo e mezzo da prendere. E basta”.Mitilini, nella sua lettera, considera “paradossale poi la versione del killer che agisce per necessità” e si dice convinto del contrario: “Tutto indica che l’obiettivo non era economico, ma quello di seminare terrore”.La strage del Pilastro “non fu un episodio casuale”Quando si consumò la strage del Pilastro i componenti della banda “erano armati con potenti armi d’assalto” e con i volti “travisati con passamontagna” e soprattutto “avevano il cherosene per incendiare l’auto”. Savi, nell’intervista a Quarto Grado, ha riferito che quella notte stavano transitando lungo via Casini diretti a San Lazzaro di Savena (Bologna) per rubare un’auto.