di
Marco Madonia
Fabio Savi ha scritto alla Procura chiedendo di essere sentito dai pm che stanno lavorando sulla nuova inchiesta. Le sue parole a «Quarto Grado» verranno acquisite. Il legale dei parenti: «I fratelli giocano a rimpiattino. Vanno sentiti quando ci saranno elementi oggettivi per incalzarli»
Ci sarebbero ancora almeno due assassini a piede libero. Il terzo uomo avvistato da diversi testimoni a bordo della Uno Bianca la sera del 20 aprile 1988, quando vennero giustiziati i due carabinieri Cataldo Stasi ed Umberto Erriu. E poi il quarto uomo del Pilastro, quello che aiutò i fratelli Savi a fuggire dopo l’eccidio del 4 gennaio 1991 che costò la vita ad altri tre giovani carabinieri, Mauro Mitilini, Otello Stefanini e Andrea Moneta.
Si muove la ProcuraLa Procura di Bologna, con la nuova inchiesta per concorso in omicidio, si sta concentrando su queste due figure, i pezzi mancanti del gruppo criminale che tra il 1987 e il 1994 uccise 23 persone e ne ferì 114 terrorizzando Emilia-Romagna e Marche. Dopo aver acquisito l’intervista integrale a «Belve Crime» di Roberto Savi, la Procura farà altrettanto con quella rilasciata dal fratello Fabio Savi alla trasmissione di Mediaset «Quarto Grado», che è andata in onda venerdì 29 maggio.













