A Cuba manca l'elettricità, mancano i medicinali, le riserve alimentari, il carburante. Si fermano i trasporti, i servizi, chiudono prima le scuole, stentano gli ospedali. Soffrono i cubani, isolati e stremati dall'embargo statunitense da inizio anno, e soffre un'economia ormai nel caos: lasciata al buio.Anche il turismo sull'isola dei Caraibi è in blackout, oggi più che mai: la canadese Blue Diamond Resorts ha deciso di lasciare Cuba. La catena alberghiera, controllata dal gruppo Sunwing Travel Group, ha annunciato la cessazione immediata delle proprie attività sull’isola, dove gestiva 62 hotel distribuiti nei principali poli turistici del Paese. È uno dei più significativi ritiri stranieri dal settore turistico cubano degli ultimi anni e arriva nel pieno di una crisi economica, energetica e sociale che continua ad aggravarsi.Nella comunicazione inviata alle agenzie di viaggio partner, la società attribuisce la decisione al deterioramento delle condizioni operative e di mercato. Tra le cause indicate figurano la riduzione dei collegamenti aerei, la carenza di carburante, elettricità, acqua e forniture essenziali, oltre ai problemi logistici e infrastrutturali che stanno colpendo il turismo cubano.Blue Diamond segnala anche il calo della domanda internazionale e l’impossibilità di mantenere standard di servizio adeguati. Una decisione che riflette una crisi ormai strutturale e che va ben oltre il solo comparto turistico.Negli ultimi mesi l’isola è stata travolta da blackout sempre più lunghi, carenze croniche di carburante e trasporti quasi paralizzati. Il governo di L’Avana ha ammesso recentemente che le riserve di petrolio donate dalla Russia e arrivate a fine marzo sono terminate, riportando il Paese nel pieno dell’emergenza energetica.Le conseguenze si riflettono ormai su tutti i servizi pubblici. Il governo di Miguel Díaz-Canel ha annunciato che l’anno scolastico terminerà tra il 15 e il 30 giugno, con settimane di anticipo rispetto alla chiusura prevista inizialmente per luglio. In molte aree del Paese le lezioni in presenza sono già state ridotte, mentre scuole semi-internate funzionano a capacità limitata.Donald Trump, in un messaggio rivolto ai cubani in occasione del giorno dell’indipendenza dell’isola, ha dichiarato che gli Stati Uniti “non avranno pace finché Cuba non sarà di nuovo libera”, accusando il governo cubano di essere “uno stato canaglia che ospita operazioni militari, di intelligence e terroristiche” vicino alle coste americane. Di fatto, il progetto è quello di replicare il "modello Venezuela" e mettere le mani - quelle di Trump - sul governo cubano. Appena tre giorni fa il ministro Rodriguez aveva fatto appello diretto all'Onu chiedendo aiuto contro una possibile aggressione statunitense. "Rischiamo un bagno di sangue", aveva avvertito.Nel frattempo, però, un canale di contatto tra i due Paesi continua a rimanere aperto almeno sul piano militare. Venerdì 29 maggio alti ufficiali statunitensi e cubani si sono incontrati nella base americana di Guantanamo Bay. Il Comando Sud degli Stati Uniti ha parlato di “un breve scambio su questioni di sicurezza operativa” tra il generale americano Francis Donovan e il generale cubano Roberto Legra Sotolongo.