Suonano ormai lontani i tempi in cui Cuba era una meta turistica immersa nel mito, fra ritmi caraibici, rhum agricoli, sigari e spiagge da sogno. La crisi cubana travolge anche il turismo internazionale. Dopo il ritiro del marchio Iberostar da dodici strutture dell'isola, arriva ora la decisione di Meliá, principale operatore alberghiero straniero a Cuba, di interrompere con effetto immediato la gestione, il marketing e i servizi legati al marchio per 15 hotel. La catena spagnola, presente sull'isola dal 1990, ha motivato la scelta con il peggioramento del contesto "geopolitico, sociale, giuridico ed economico" cubano. In una comunicazione inviata alle autorità di vigilanza spagnole, il gruppo ha spiegato che una serie di circostanze sopravvenute ha compromesso la sostenibilità economica, la legalità e la sicurezza delle operazioni. Le strutture erano gestite attraverso la controllata portoghese Ilha Bela Gestao e Turismo. La decisione arriva mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump sta aumentando la pressione sull'isola attraverso nuove sanzioni e restrizioni economiche nel tentativo di limitare le risorse del governo cubano. Meliá ha comunicato la scelta ai proprietari degli hotel il 26 maggio, formalizzandola ora alle autorità di mercato spagnole.
Hotel in fuga da Cuba: dopo Iberostar anche Meliá lascia 15 strutture, cresce il pressing Usa
L’isola affronta una crisi sempre più profonda e perde investitori. L’operatore spagnolo: “Conti troppo ridotti”. Intanto Washington aumenta la pressione econo…










