La morsa delle sanzioni americane contro Cuba produce altri danni al settore turistico dell’isola caraibica, già fortemente indebolito dalla crisi energetica. Il gruppo alberghiero spagnolo Meliá annuncia la cessazione delle proprie attività turistiche a Cuba «con effetto immediato», a causa della “situazione attuale”.
Pochi giorni fa un’altra catena alberghiera spagnola, Iberostar, aveva annunciato di aver interrotto la gestione di dodici hotel cubani appartenenti a Gaviota, il gruppo turistico controllato dal conglomerato militare Gaesa, colpito nelle scorse settimane dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
Il Gruppo Melià, scrive così in un comunicato: «Alla luce degli eventi e delle circostanze in corso nel contesto geopolitico, sociale, legale ed economico della Repubblica di Cuba, Meliá Hotels International informa (...) di aver preso la decisione di interrompere immediatamente la fornitura di servizi di gestione e marketing» per i suoi 15 hotel a Cuba. Il provvedimento si inserisce in un contesto geopolitico segnato dall’ultimatum degli Stati Uniti, che ha fissato il 5 giugno come termine ultimo per sanzionare le società straniere che operano nel Paese caraibico e sono legate a Gaesa, un conglomerato statale cubano.










