Pubblicato il 03/06/2026 - 14:02 CEST•Ultimo aggiornamento
Meliá Hotels International ha comunicato questo mercoledì alla Comisión Nacional del Mercado de Valores (CNMV) la cessazione immediata della gestione, commercializzazione e dell’uso dei suoi marchi in 15 hotel a Cuba. Lo fa attraverso la sua filiale portoghese Ilha Bela, che ha notificato una decisione già anticipata alla proprietà il 26 maggio. La catena maiorchina era l’ultima grande operatrice con una presenza significativa sull’isola.
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L’Amministrazione Trump ha fissato il 5 giugno come data limite perché le imprese straniere si disimpegnino da attività legate a Gaesa e alle sue controllate, il conglomerato militare che controlla una parte sostanziale dell’economia cubana. Le sanzioni prendono di mira chi mantiene relazioni commerciali con l’holding in settori come energia, difesa, minerario o servizi finanziari, ma vietano anche in modo più generale qualsiasi erogazione di fondi o servizi a persone indicate da Washington, come la militare Ana Guillermina Lastres, direttrice di Gaesa.
Per Meliá il rischio non era tanto economico, dato che la maggior parte dei suoi 15 hotel interessati è chiusa da mesi a causa della crisi energetica cubana, quanto giuridico. Non sarebbe la prima volta che l’azienda della famiglia Escarrer ha frizioni con l’Amministrazione statunitense per la sua presenza sull’isola.











