Seguire il Giro d'Italia da una delle auto della direzione di gara della Rcs Sport? Chissà quanti appassionati di ciclismo sognano, almeno per una volta, si sfilare a pochi centimetri dai ciclisti, magari durante una di quelle fughe alla Tadej Pogačar, quando il campione sloveno stacca e dietro nessuno ha abbastanza fiato per ricongiungersi. Da cinque anni Giuseppe Bertoja, ex poliziotto di San Vito al Tagliamento, ha questo privilegio. Dopo 37 anni passati a garantire la sicurezza sulle strade, il sostituto commissario che per 13 anni ha comandato il distaccamento della Polstrada di Spilimbergo, ora è al "comando" della macchina numero 3 della direzione di gara: è l'autista del direttore Paolo Longo Bordini, l'ex professionista e fratello della ciclista Elisa Longo Bordini. «Lo faccio per passione - spiega Bertoja - Il mondo del ciclismo mi piace. In questo modo puoi vivere di persona il clima della carovana rosa, l'atmosfera che c'è nei vari team, insomma, sei a contatto con tutti: ciclisti, manager, massaggiatori e organizzatori del Giro». Da ieri Bertoja è a Cesenatico, dove è stato distaccato perché dovrà seguire anche il Giro d'Italia femminile. Ed è il suo rammarico. «Sono stato spostato proprio quando è arrivato il momento della tappa di casa, che quest'anno, a 50 anni dal terremoto, ha un significato particolare - afferma - È un'emozione che mi sarebbe piaciuto vivere. Ci tenevo veramente tanto».