di

Paolo Condò

La squadra inglese e quella francese inseguono poste altissime, in termini di gloria e ovviamente economici, il massimo che esista dal punto di vista tecnico e spettacolare

In quest’edizione della Champions l’Arsenal non ha perso una partita. Ha vinto le otto gare del girone (Bayern Monaco in casa e Inter in trasferta le rivali di nome), firmando quindi un grande autunno/inverno, e poi è avanzato fino a questa finale passando tre turni risicati, figli della contemporanea difesa del vantaggio in Premier, vinta due settimane fa. E questo definisce in modo lusinghiero anche la sua primavera. Se vincesse stasera la sua sarebbe una stagione perfetta, competitiva ai massimi livelli da agosto a maggio, ma l’ultimo ostacolo è alto il triplo dei precedenti perché il Paris vuole il cosiddetto back to back , la seconda vittoria di fila. Da quando la coppa dei Campioni si chiama Champions League ce l’ha fatta, e per tre edizioni consecutive, soltanto il Real Madrid di Zidane. Un’unica squadra in 35 anni.

Il Psg e l’Arsenal inseguono quindi poste altissime, in termini di gloria e ovviamente economici, il massimo che esista dal punto di vista tecnico e spettacolare. Sono meccanismi letali, costruiti nei dettagli per prevalere senza lasciare scampo ai rivali. Ma sono anche macchine diverse, nate dallo stesso ceppo catalano (Luis Enrique e Mikel Arteta sono passati per il Barcellona, anche se le esperienze del secondo non sono paragonabili a quelle del primo) e poi evolutesi lungo strade originali. Luis persegue la mossa geniale — vedi le famose rimesse «sbagliate» — dentro alla sua filosofia di sforzo collettivo. Mikel addirittura gioca con l’antimateria, nel senso che sfrutta un bug del calcio catalano — per migliorare i piedi in fase d’impostazione i difensori lavorano meno sulle marcature, e si nota — per dominare sulle palle inattive, lì dove saper marcare è tutto. Sono idee intelligenti sviluppate per giocatori mentalmente dominanti. Stasera a grandi linee il Paris attaccherà e l’Arsenal si difenderà, ma le variazioni per consentire ai parigini di non scoprirsi e ai londinesi di colpire saranno infinite. Aspettatevi un po’ di partita a scacchi, quindi, ma anche tanto trono di spade.