Il PSG ha vinto per due volte di fila la Champions League battendo l’Arsenal quest’anno e l’Inter la scorsa stagione: le due finali evidenziano approcci opposti ma lo stesso epilogo. Dai dati emerge un PSG superiore in ogni metrica, tra controllo totale e produzione offensiva schiacciante.

Mikel Arteta finisce nel mirino delle critiche dopo la sconfitta dell’Arsenal nella finale di Champions League contro il PSG. L’allenatore spagnolo è stato accusato di aver adottato un approccio troppo prudente e, in alcuni casi, definito addirittura “imbarazzante” da parte di alcuni commentatori delle televisioni inglesi.

La gara di Budapest ha visto i Gunners partire nel migliore dei modi grazie al gol di Kai Havertz dopo appena sei minuti, ma il vantaggio non è bastato per indirizzare la partita. Il Paris Saint-Germain ha reagito nella ripresa trovando il pareggio con Ousmane Dembélé e poi ha avuto la meglio ai rigori, conquistando il titolo. Nel post-partita si sono concentrate molte delle polemiche sull’atteggiamento dell’Arsenal, accusato di essersi abbassato troppo dopo il gol iniziale, lasciando il possesso agli avversari e rinunciando a giocare con continuità. Le statistiche hanno evidenziato anche un dato insolito: appena il 24,7% di possesso palla, il più basso mai registrato in una finale di Champions. Altre statistiche alquanto significative: un solo tiro verso la porta avversaria, 7 conclusioni totali, 0,44 gli xG creati e 285 passaggi completati.